veneto gravel 2026

Veneto Gravel 2026: il racconto della mia avventura di 720 km

Veneto Gravel 2026: il mio viaggio di 720 km tra follia, resistenza e libertà

La Veneto Gravel 2026 è uno di quegli eventi che non si dimenticano. Unisce avventura, fatica, scoperta e un pizzico di sana follia. È un viaggio che attraversa il cuore del Veneto, tra mare, colline, argini, borghi e pianure infinite. Un percorso che mette alla prova gambe, testa e spirito. Quest’anno ho deciso di iscrivermi alla X edizione, puntando senza esitazioni al percorso Classic da 720 km.

Pentito? Nemmeno per un secondo.

Sapevo che la preparazione fisica non era delle migliori: quest’anno sono riuscito a uscire in bici una sola volta a settimana, 4–5 ore, spesso senza accumulare i chilometri che un evento del genere richiederebbe. Ma una cosa era chiara fin dall’inizio: mi sarei preparato mentalmente.

Quando la traccia GPX è arrivata via mail, circa una settimana prima, ho iniziato a studiarla come si studia una mappa del tesoro. Ho analizzato i punti host, i chilometraggi, le criticità, i tratti tecnici. E lì ho preso la decisione definitiva:

“La faccio in tre giorni.”

Una scelta che avrebbe reso il secondo giorno un vero campo di battaglia.

Giorno 1 – 200 km tra meraviglia e silenzi

Il primo giorno è stato un viaggio dentro il Veneto più autentico. Sono partito alle ore 9, dopo aver ritirato il numero (la consegna iniziava alle 8), con l’adrenalina che saliva e la sensazione di stare per entrare in qualcosa di grande.

Veneto Gravel Giorno 1

La prima parte del percorso è stata un susseguirsi di colline, argini, sterrati perfetti e paesaggi che sembravano dipinti. Il meteo era dalla mia parte, le gambe giravano bene e la testa era leggera.

Verso le 20:00 sono arrivato al primo host, stanco ma soddisfatto. Una doccia veloce, una cena semplice e poi… editing. Sì, perché anche in viaggio non riesco a staccare del tutto.

Finalmente alle ore 01:00 a letto. Sveglia puntata alle 05:00. Quattro ore nette.

Giorno 2 – Caorle, il mare, il vento… e poi la resa dei conti

La mattina del secondo giorno è iniziata con una doccia fredda e una colazione anticipata dall’host. Alle 06:30 ero già in sella. Dopo pochi chilometri, il paesaggio si è aperto e davanti a me è comparsa Caorle: il mare, il vento, quell’atmosfera da inizio estate che ti entra dentro.

Qui ho iniziato a incrociare diversi gruppetti del percorso Beach da 400 km. Poco dopo il checkpoint ho agganciato due “treni” perfetti: ciclisti con cui si è creata subito sintonia. Da lì fino a Treviso abbiamo pedalato insieme, risparmiando energie preziose grazie ai cambi regolari e al ritmo costante.

Veneto Gravel Giorno 2

A Treviso però le nostre strade si sono divise: loro verso il 400 km, io verso il Classic. Ed è lì che è iniziata la parte più dura della giornata.

Da Treviso a Padova ho affrontato vento contrario costante, rettilinei interminabili e un mangia-e-bevi sui Colli Euganei che ha prosciugato ogni riserva. La stanchezza cresceva, il mal di testa pure. I gruppetti che incontravo non “giravano”, e alla fine ero sempre solo.

Cerea – Quando la fatica incontra l’umanità

A Cerea, verso le 20:00, cellulare e powerbank erano completamente scarichi. Proprio lì, quando la stanchezza era al massimo, due ciclisti hanno notato la mia situazione e senza esitazioni mi hanno offerto una powerbank. Poi hanno aggiunto:

“Mangiamo una pizza tutti insieme?”

Un invito semplice, ma che in quel momento valeva oro. Abbiamo cenato nella piazza del paese, ricaricato le energie e poi via, nel buio della bassa veronese, tra asfalto e ghiaia, con un ritmo sorprendentemente brillante.

A Valeggio sul Mincio ci siamo separati, ognuno verso il proprio host. Ma la giornata non era ancora finita.

A -2 km dalla destinazione, la luce anteriore si spegne. Powerbank ancora scarica. Buio totale. Gli ultimi chilometri nei vigneti li ho fatti quasi a memoria, guidato solo dalla traccia sul Garmin e dall’istinto.

Doccia, altro editing, e alle 02:00 finalmente a dormire. I km del giorno? 320.

Giorno 3 – L’ultimo atto: tra pioggia, vento e test di resistenza mentale

Domenica mattina ero carico: mancavano “solo” 190 km a Bassano del Grappa. Colazione a Peschiera del Garda e via. A Lazise inizia a piovere e il morale cala.

Poi tre ragazzi di Treviso, del percorso Lake, mi raggiungono e si crea subito sintonia. Voliamo letteralmente fino a Verona, spinti dal temporale che ci inseguiva.

A Vicenza loro si fermano a ricaricare, io decido di proseguire. Ed è qui che commetto l’unico vero errore della mia Veneto Gravel: affrontare i Colli Berici da solo, sotto la pioggia, con vento contrario e le energie ormai al lumicino.

La salita l’ho affrontata a lumaca, ma il vero crollo è arrivato nel tratto pianeggiante successivo ai Colli, dove la velocità è scesa bruscamente sotto i 25 km/h, a volte anche sotto i 20.

Ogni sassolino lo sentivo negli Achillei, entrambi infiammati dalla tirata del giorno precedente. Sulla Treviso–Ostiglia rivedo la luce… che poi si spegne di nuovo.

Veneto Gravel Giorno 3

Gli ultimi chilometri verso Bassano sono stati un calvario, un test mentale più che fisico.

L’arrivo a Bassano del Grappa – Una liberazione

Arrivare a Bassano alle 17:00 della domenica è stato liberatorio. Ero distrutto, ma felice. La mia Veneto Gravel 2026 è stata un’esperienza folle, intensa, a tratti durissima, ma incredibilmente formativa.

Ho pedalato spesso da solo, ma nei momenti chiave ho trovato persone straordinarie. E questo, forse, è il vero spirito della gravel.

E ora? Domani è il turno della Nova Eroica Prosecco Hills – Epic Route. Perché sì, voglio continuare a farmi del “male”… ma quello bello, quello che ti fa sentire vivo.

Il video della mia avventura

Video Veneto Gravel Episodio 1

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